
raccontare storie
documentari – documentaries
Comunicare risulta ancor più interessante quando l’obiettivo diventa creare una narrazione: una storia articolata e densa di esperienze vissute, come nel caso dei documentari.
Nel corso degli anni, ho avuto l’opportunità di documentare storie particolari ed interessanti, spaziando dalla musica all’attivismo ambientalista.
“20”
“20” è il docufilm che racconta la registrazione del disco “brucerà per te” dei Malasuerte Fi Sud.
Sei giorni di registrazione presso il Ka-pow Studio durante i quali sono state realizzate le interviste, le riprese delle registrazioni ed il backstage fotografico.

Una scelta “analogica”
Diversamente dalle ultime tendenze in fase di registrazione, i Malasuerte Fi Sud hanno deciso di registrare l’intero album in modalità analogica, rievocando un rock che richiama molto le sonorità del “Bad Religion“.

“20” anni di Malasuerte
Con il disco “brucerà per te” i Malasuerte hanno celebrato i vent’anni di attività del gruppo: cambi di formazione, alternati alla ricerca di sonorità ed affiancati da una continua ricerca ed evoluzione a livello testuale, fanno dei Malasuerte Fi Sud una delle band “combat rock” più attive sulla scena fiorentina e nazionale.

Spazio alla musica, fra impegno e coscienza collettiva
Non resta altro che guardare il docufilm: le voci dei protagonisti si fanno intense ed allo stesso tempo leggere, lasciando il giusto spazio alla narrazione dei momenti più complessi, ma anche più ricchi di soddisfazioni, della registrazione.
“La lutte – sauver la Casamance”
“La lutte – sauver la Casamance” è un documentario della durata di 38 minuti girato tra Aprile e Maggio 2013 insieme da Luca Hosseini e montato da Matteo Innocenti, di cui ho curato le interviste in lingua.
“La lutte” racconta della lotta di 44 villaggi nel nord della Casamance (Senegal) contro un progetto
di estrazione mineraria da parte della multinazionale cino-australiana Carnegie Astron.
Ousmane Sane, capo responsabile del movimento pacifico di protesta contro la costruzione della miniera, ci ha accompagnato nelle pubbliche relazioni con tutte le figure che abbiamo incontrato nel corso della realizzazione.

Le dinamiche
Nel 2004 in questo territorio è stata creata un’area marina protetta e sempre nello stesso anno è stata data la licenza di esplorazione del sottosuolo a questa multinazionale.
La costruzione di tale miniera comporterebbe la potenziale distruzione della duna che si estende per l’intera lunghezza della costa della Casamance; tale duna preserva la terra coltivabile dall’avanzata del mare consentendo alle popolazioni di vivere di agricoltura, pesca e allevamento.

Gli scenari politici
In giugno 2013 il Presidente della Repubblica Macky Sall incontrò a Londra i rappresentati di Carnegie Astron stipulando l’accordo in base al quale l’inizio degli scavi fu previsto per marzo 2014.
Con la presa di posizione ufficiale contro il progetto da parte del MDFC (Movimento delle Forze Democratiche della Casamance), che da 30 anni porta avanti una lotta armata per l’indipendenza della Casamance, aumentò il rischio del riacutizzarsi di un conflitto che negli ultimi anni era sopito.
Ad oggi, 2021, la situazione continua ad essere in stallo, con altri soggetti internazionali che si avvicinano alla Casamance ancora una volta come terra di sfruttamento e conquista.
Qui potete vedere il documentario “La Lutte – Sauver la Casamance”
